Coltivare e vendere prodotti in agriturismo: normative, etichettatura e vendita diretta

Scopri come coltivare e vendere prodotti nel tuo agriturismo: normative, etichettatura, vendita diretta, filiera corta e consigli pratici per superare ostacoli burocratici e igienico-sanitari.

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Produzione e vendita diretta dei prodotti dell’agriturismo: quadro normativo

Nelle Marche, gli agriturismi possono vendere direttamente i prodotti agricoli derivanti in misura prevalente dalla propria azienda. Questa attività è regolamentata dall’articolo 4 del D.Lgs. 228/2001, che consente agli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel registro delle imprese, di vendere direttamente al dettaglio, in tutto il territorio nazionale, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservando le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità.

La Regione Marche ha recepito questa normativa attraverso il Regolamento Regionale n. 6/2013, che disciplina l’attività agrituristica, inclusa la vendita diretta al consumatore finale. Nel caso di vendita diretta, i prodotti devono essere etichettati conformemente alle normative vigenti.

Fonti del presente articolo:


Requisiti igienico-sanitari e autorizzazioni

Gli agriturismi che vendono direttamente i propri prodotti devono rispettare le normative igienico-sanitarie previste dal Regolamento (CE) 852/2004. In Italia, la Legge 116/2014 consente alle imprese agricole di adempiere a tali obblighi attraverso autorizzazioni, nulla osta sanitari, registrazioni, comunicazioni o segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA) previste per l’esercizio dell’impresa.

Prodotti ammissibili alla vendita Diretta

Gli agriturismi possono vendere direttamente:

  • Prodotti agricoli freschi: frutta, verdura, cereali, legumi, olio extravergine d’oliva, vino, miele, ecc., purché provengano prevalentemente dalla propria azienda.
  • Prodotti trasformati: marmellate, conserve, formaggi, salumi, pane, dolci, ecc., ottenuti attraverso la trasformazione di materie prime aziendali.
  • Prodotti derivati da attività di manipolazione o trasformazione: come previsto dall’art. 4 del D.Lgs. 228/2001, che consente la vendita di prodotti ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell’impresa.

È fondamentale che la prevalenza dei prodotti venduti derivi dalla propria azienda agricola. La prevalenza può essere misurata in termini quantitativi (peso o volume) o in termini di valore economico, a seconda della natura dei prodotti,

Prodotti Non Ammissibili alla Vendita Diretta

Non sono ammessi alla vendita diretta:

  • Prodotti non conformi alle normative igienico-sanitarie: qualsiasi prodotto che non rispetti le norme igienico-sanitarie previste dalle leggi vigenti non può essere venduto direttamente.
  • Prodotti trasformati senza adeguata tracciabilità: la vendita di prodotti trasformati senza garantire la tracciabilità della materia prima aziendale non è ammessa.

È importante sottolineare che, in caso di vendita di prodotti trasformati da terzi (laboratori esterni), l’agriturismo deve garantire la tracciabilità della materia prima aziendale e stipulare contratti chiari con i laboratori stessi, come previsto dal Regolamento Regionale n. 6/2013 delle Marche.


Etichettatura: cosa deve essere indicato

Per la vendita diretta, l’etichettatura dei prodotti alimentari deve rispettare il Regolamento (UE) 1169/2011.
Le informazioni obbligatorie includono:

  • Denominazione dell’alimento
  • Elenco degli ingredienti
  • Quantità netta
  • Termine minimo di conservazione o data di scadenza
  • Nome o ragione sociale e indirizzo dell’operatore
  • Paese d’origine o luogo di provenienza
  • Istruzioni per l’uso, se necessarie
  • Dichiarazione nutrizionale

Inoltre, è fondamentale indicare la presenza di allergeni, come previsto dalla normativa.


Modalità di vendita: dove e come

Gli agriturismi possono vendere i propri prodotti direttamente:

  • All’interno dell’azienda
  • In mercati locali
  • Durante fiere e sagre
  • Attraverso il commercio elettronico

Per la vendita su aree pubbliche o in locali aperti al pubblico, è necessaria una comunicazione al comune competente, corredata dalla relativa documentazione sanitaria. La vendita itinerante richiede una comunicazione al comune dove ha sede l’azienda.

L’Importanza della filiera corta

La filiera corta rappresenta un valore aggiunto sia in termini economici che di marketing. I clienti riconoscono e apprezzano l’origine locale e la tracciabilità, che aumentano la fiducia nel prodotto. Rafforzare la filiera corta significa anche sostenere il territorio e creare una rete tra produttori locali.


Difficoltà più comuni

Le principali difficoltà incontrate dai gestori includono:

  • Incertezza normativa, soprattutto per prodotti trasformati
  • Iter burocratici lunghi e complessi
  • Costi iniziali per adeguamenti igienico-sanitari
  • Difficoltà nella corretta etichettatura e nella tracciabilità
  • Gestione fiscale e documentazione delle vendite

Conservazione dei prodotti e requisiti dei magazzini

La conservazione dei prodotti agricoli, soprattutto quelli trasformati, richiede locali adeguati dal punto di vista igienico-sanitario. I magazzini devono essere separati dagli ambienti di produzione e conformi alle normative del Regolamento (CE) 852/2004. È fondamentale garantire:

  • Pulizia e manutenzione
  • Controllo di temperatura e umidità per i prodotti deperibili
  • Protezione da contaminazioni, infestazioni e accessi non autorizzati
  • Tracciabilità dei lotti in entrata e uscita

Per alcune categorie di prodotto può essere richiesto il rispetto di requisiti specifici (es. celle frigorifere per formaggi e salumi), nonché l’adozione di un piano di autocontrollo HACCP.


Una mano dall’esterno: possibilità di utilizzare laboratori di trasformazione esterni

Qualora l’agriturismo non disponga di locali idonei o attrezzature conformi alle normative igienico-sanitarie per la trasformazione dei prodotti, è possibile avvalersi di laboratori di trasformazione esterni autorizzati (cosiddetti “laboratori conto terzi”). Questa soluzione consente di garantire qualità, sicurezza e conformità normativa senza affrontare da subito i costi di strutture proprie. È importante stipulare contratti chiari e mantenere la tracciabilità della materia prima aziendale.

È fondamentale che le strutture che intendono avvalersi di laboratori esterni per la trasformazione dei propri prodotti stipulino contratti chiari con i laboratori stessi, assicurando la conformità alle normative e mantenendo la tracciabilità della filiera produttiva.

Figure professionali da coinvolgere

Per affrontare correttamente queste sfide è consigliabile rivolgersi a:

  • Agronomi e tecnologi alimentari per aspetti produttivi e trasformativi
  • Consulenti HACCP per la sicurezza alimentare
  • Commercialisti o CAF specializzati in agricoltura per la parte fiscale
  • Consulenti in etichettatura e marketing dei prodotti tipici

Una visione a lungo termine

Avviare un’attività di vendita diretta di prodotti dell’azienda agrituristica richiede impegno, ma è un investimento che può portare benefici duraturi. Costruire un proprio marchio, fidelizzare i clienti, integrare la produzione agricola con l’accoglienza agrituristica sono strategie che, nel tempo, rendono l’azienda più resiliente e autonoma. Perseverare, anche di fronte a difficoltà che sembrano insormontabili, è la chiave per continuare a costruire e coltivare una filiera che non è solo tendenza, ma una vera e propria necessità di conservazione e valorizzazione del patrimonio culinario e artigianale locale.

La vendita diretta di prodotti agricoli in agriturismo rappresenta un’opportunità significativa per valorizzare le produzioni locali e offrire ai clienti un’esperienza autentica. È fondamentale rispettare le normative vigenti in materia di etichettatura, igiene e autorizzazioni per garantire la sicurezza alimentare e la conformità legale.

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